Inaugurazione Nuovo Poliambulatorio
Mercoledì 9 ottobre 2013, alle ore 18,30, alla presenza del nostro Pastore, Card. Crescenzio Sepe e di Autorità religiose, militari e civili, verrà in
03/02/2017 Bando per Direttore Sanitario del Poliambulatorio "Bernardo Giovino"
L'AUGUSTISSIMA ARCICONFRATERNITA DELLA S.S. TRINITA' DEI PELLEGRINI E CONVALESCENTI nella persona del Primicerio Dr. Vincenzo Galgano, bandisce una

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Augustissima Arciconfraternita
della SS. Trinità dei Pellegrini e Convalescenti - NAPOLI
 
(Agosto 1987)
L’Augustissima Arciconfraternita ed Ospedali della SS. Trinità dei Pellegrini e Convalescenti venne fondata a Napoli nel 1578 da sei artigiani – uno dei quali, Bernardo Giovino, fu il promotore dell’iniziativa – per assistere i tanti pellegrini che nel corso dei loro lunghi viaggi sostavano nella città.
La prima casa ospitale (Ospedale) venne aperta nel 1579 presso il convento si S.Arcangelo a Baiano. Poco dopo, stante il costante aumento del numero dei pellegrini che chiedevano asilo, fu trasferita in locali più ampi posti nei dintorni di S.Pietro ad Aram. Infine, dal 1591 l’ospedale ebbe sede definitiva nel fabbricato che nel frattempo era stato costruito alla via Portamedina.
Estesa ben presto la sua assistenza anche ai convalescenti, l’Arciconfraternita rivolse, sul finire del 1700, la sua opera alla cura degli ammalati poveri, che progressivamente presero nel suo ospedale il posto dei pellegrini, il cui numero, per mutate forme di vita, andava diminuendo.
L’ospedale sanitario, succeduto a quello dei pellegrini, fu indirizzato nel 1815, al soccorso dei feriti, mentre furono istituiti gli ambulatori per cure e consultazioni mediche ed un dispensario di medicine, il convalescenziario fu esteso agli ammalati cronici. E tutto ciò avveniva nell’assolvimento dell’istituzionale opera di carità, con spirito immutato.
Ricostruito l’ospedale di via Portamedina dopo le distruzione arrecategli dal conflitto 1940-43, ampliandone l’attività in tutti i settori clinici, l’Arciconfraternita si volse a costruire un altro, che volle ubicare sulla collina di Capodichino, per andare incontro ai residenti delle zone periferiche ed extraurbane. Anni dopo, con l’affermarsi di una nuova politica nel campo della sanità, l’attività ospedaliera veniva affidata agli enti pubblici. Ed in forza delle relative disposizioni di legge anche l’Arciconfraternita doveva trasferire, nel 1971 senza indennizzi, a tali enti i suoi due ospedali ed il suo convalescenziario.
Ma, pur se aveva così dovuto concludere il suo fecondo e secolare periodo ospedaliero, l’Arciconfraternita manteneva inalterata la sua opera di fede e di carità verso i sofferenti e ricercava nuove strade sulle quali i suoi principi di umanità potessero avere la loro continuità.
Questo centro assistenziale, che l’Arciconfraternita ha istituito soltanto con i propri mezzi, segna la ripresa di un cammino che ebbe origine più di quattro secoli orsono e, legata al suo passato, ha voluto dargli il nome di colui che quel cammino iniziò: Bernardo Giovino, suo primo Primicerio.
Ludovico de’Santi